Imposta di successione è stata reintrodotta?

da | Gen 31, 2018 | casa, fisco | 0 commenti

L’imposta di successione cosa prevede la normativa

Come ben specificato in un articolo dell’esperto Massimo Fracaro del Corriere della sera, in risposta ad una domanda posta da un lettore, l’imposta sulle successioni, soppressa dal governo Berlusconi per il periodo compreso tra il 25 ottobre 2001 e il 2 ottobre 2006, è stata poi reintrodotta dal secondo governo Prodi con effetto dal 3 ottobre 2006.

E’ giusto però specificare che l’imposta, così come è stata prevista, è una delle più basse dei paesi occidentali. Lo scorso anno  ha prodotto un gettito di soli 723 milioni su delle entrate complessive di 451 miliardi.

Diverse volte nel corso del dibattito politico sono state proposte modifiche al rialzo per fare cassa, ma non a questo progetto non è mai stato dato seguito.

Vediamone come si struttura questa imposta:

Al valore dell’asse ereditario sono applicate tre diverse aliquote, variabili in base al legame di parentela tra eredi e de cuius:

  • 4% se ad ereditare sono il coniuge o i parenti in linea retta (genitori/figli), con applicazione di una franchigia, una quota esente, di 1 milione di euro per beneficiario. Così se una persona lascia il coniuge e due figli, la tassazione scatta solo sulla quota di patrimonio eccedente i 3 milioni di euro.
  • 6% se la successione avviene tra fratelli e sorelle, con una franchigia di 100.000 euro per beneficiario. Se ad ereditare sono altri parenti fino al quarto grado (un cugino), affini in linea retta (generi, suoceri) o collaterali fino al terzo grado (cognato) l’aliquota resta al 6%, ma senza franchigia.
  • Quando l’eredità viene devoluta a soggetti diversi, come i conviventi, il prelievo tocca l’8%.

La franchigia sale a 1,5 milioni se a beneficiare della successione è un portatore di handicap.

Sono sempre dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili (3%).

Come si può vedere, quando ad ereditare sono il coniuge e i figli, il meccanismo delle franchigie fa sì che siano tassati solo patrimoni di una certa consistenza.

Fonte corriere della sera: l’esperto risponde

 

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