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L’ Oramai noto ACE (attestato di certificazione energetica) è stato recepito a livello regionale (Lombardia, una delle prime) attraverso l’emanazione della Legge Regionale 24 del 2006 “Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente”.

La Legge Regionale 3/2011 introdusse l’obbligo di dichiarazione della classe e dell’indice di prestazione energetica (IPE che vediamo su molti cartelli) in tutti gli annunci commerciali finalizzati alla vendita e alla locazione.

L’ACE, che servirebbe a sensibilizzare i proprietari verso una riduzione delle emissioni in atmosfera per tutelare l’ambiente, non viene effettuata per edifici privi di impianto termico, fabbricati isolati inferiori ai 50m2 e soprattutto nei comodati d’uso e nei trasferimenti onerosi di quote immobiliari o usufrutto.

Ma allora serve per sensibilizzare o per “tassare” ulteriormente un operazione economica? Teniamo presente che un’ACE, fatto come si deve, costa dai 250€ in su. E’ vero che vale 10 anni ma si passa con il trasferimento della proprietà.

L’APE, invece, è l’attestato di prestazione energetica. Viene da dire la stessa cosa dell’ACE … invece no.

L’APE è stato introdotto con una legge nazionale e non regionale (quindi di rango superiore). E’ stata introdotta con il DL 63/2013 del 6 giugno (convertito in legge 90 il 3 agosto). Ma cosa dice? Dice che c’è l’obbligo di allegare l’APE nei contratti di locazione o vendita pena nullità del contratto.

E allora facciamo l’APE subito! Eh no, perchè ancora oggi non sappiamo come si calcola l’APE, se vi è una differenza con l’ACE.

Tutto ciò sta creando uno stallo burocratico. Se affitto oggi un appartamento con il mio ACE e fra 6 mesi (se non sono uscite le norme di calcolo APE) faccio un decreto ingiuntivo contro il mio inquilino, che non paga, lui può invocare la nullità del contratto?

Ci sono delle rassicurazioni pubbliche dal Governo che hanno spinto a concludere i contratti, in forza del fatto che il nuovo APE non sostituirà il modello ACE, che alcuni possiedono già, ma manterrà la sua validità per 10 anni.

Ma sarà vero fino in fondo? Non ci ritroveremo con dei contratti in essere a doverli discutere davanti al giudice? E poi le banche che erogano i mutui lo farebbero con la stessa tranquillità se sapessero, per certo, che il contratto è sottoposto a nullità?

Al Governo l’ardua sentenza. Sperando che non trovi, con questa loro Legge, la possibilità di aumentare gli introiti dei certificatori e rendere nulli i nostri cari ACE.