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Il Trend del mercato

Non si arresta un trend che dura da tre anni e che rischia di trascinare ancora più in basso il mercato immobiliare italiano.
A suonare la campanella d’allarme è l’ultimo report sul primo semestre dell’ufficio studi di Tecnocasa, che indica un crollo dei prezzi nelle grandi città del 5,4% e del 5,3% nel loro hinterland, mentre nei capoluoghi di provincia il calo è del 4,4%.
Nel dettaglio, l’analisi per aree geografiche ha evidenziato una contrazione maggiore nelle città del sud (-4,9%), seguite da quelle del Centro Italia (-4,7% in media e -5,3% nella sola Roma), e da quelle del Nord (-3,8%). L’unica città a salvarsi, anche se di poco, è Milano (-2,8%).
Una tendenza destinata a peggiorare nell’ultima parte dell’anno, con cali ancora più decisi compresi tra il 7% e 9% (al lordo dell’inflazione), mentre le compravendite residenziali potrebbero scendere a quota 500 mila.

Stando a un recente rapporto del Censis il 54% degli italiani vorrebbe vivere in provincia, soprattutto in un piccolo comune, perché la qualità della vita sarebbe più alta. In base ai dati dell’Istat, in Italia, si rileva un crollo dei prezzi delle case: -5,6% nel 2013, il doppio di quanto registrato nel 2012 (-2,8%). Chi negli scorsi anni aveva comprato casa (per viverci, per passare le vacanze o per investimento) ha visto crollare il valore della propria abitazione negli ultimi due anni di quasi dieci punti percentuali. A questo si aggiunge anche la crisi economico-finanziaria, che ha avuto pesanti risvolti sul fronte occupazionale, ma anche il livello degli stipendi fermo ormai da anni e che limita di fatto la capacità di spesa delle famiglie.

Cosa si nasconda dietro questa discesa dei prezzi, lo ha spiegato l’Istat stesso, facendo notare come la discesa delle quotazioni si accompagni al contestuale crollo delle compravendite (-9,2%). Il congelamento delle transazioni, che negli ultimi due anni sono calate del 35%, si è così inevitabilmente scaricato sui prezzi delle abitazioni. Il trend, che dura da due anni, lo scorso anno ha riguardato anche le abitazioni nuove (-2,4%), anche se il calo più pronunciato si è registrato nelle case “esistenti” (-7,1%). A soffrire di più, infatti, è soprattutto il mercato immobiliare in provincia, dove i prezzi dell’usato sono scesi negli ultimi cinque anni del 15% in termini nominali. Tuttavia, nonostante il trend negativo, qualche timido segnale di ripresa all’orizzonte comincia a intravedersi, anche se non si è tradotto ancora in dati concreti.