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Condominio – la nuova legge

Il 24 Settembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dm 140/2014 del Ministero della Giustizia con il Regolamento sulla formazione e l’aggiornamento degli amministratori di condominio, che completa il disposto della “Riforma del Condomino” ex L. 220/2012.

La legge n.220 del 11 dicembre 2012 verte sulla “Modifica alla disciplina del condominio negli edifici”, che oltre a stabilire i requisiti e i doveri degli amministratori, apporta variazioni sulla suddivisione delle spese, sul regolamento delle assemblee condominiali e la gestione delle parti comuni da parte dei singoli condomini.

AMMINISTRATORE: requisiti e formazione

L’amministratore è obbligatorio quando ci sono più di 8 condomini.

ANACI Roma organizza per il 2015 una serie di Corsi come previsto dal Decreto 140/2014 del Ministro della giustizia che disciplina i criteri, le modalità ed i contenuti dei corsi di aggiornamento obbligatori per gli amministratori condominiali, al termine dei quali deve essere superato con profitto un esame sui contenuti del corso.

1) CORSO OBBLIGATORIO DI FORMAZIONE  DI 72 ORE (per chi non ha mai svolto il ruolo di amministratore)

2) CORSO DI AGGIORNAMENTO DI 15 ORE ALL’ANNO (obbligatorio per poter continuare ad esercitare la professione)

La normativa inoltre stabilisce che l’amministratore non deve essere stato condannato per reati contro il patrimonio, né protestato. Se richiesto dall’assemblea e non è uno dei condomini, dovrà stipulare una polizza di responsabilità professionale. Il titolo di studio necessario per svolgere questa professione è il diploma di maturità, a meno che egli non abbia eseguito questa funzione per almeno un anno. Al momento della nomina, dovrà indicare quanto chiede come compenso.

L’amministratore, grazie a questa riforma, ha l’obbligo di condurre una gestione fiscale trasparente: ogni movimento di denaro dovrà transitare sul conto corrente bancario intestato esclusivamente al condominio e i condomini potranno accedere ai documenti contabili e ottenerne copia.

SPESE CONDOMINIALI 

La nuova riforma chiarisce la ripartizione delle spese per il servizio di ascensore: per metà si considererà il valore millesimale e per l’altra metà verrà a valere il piano. E’ l’articolo 8 a specificare: “Le  scale  e  gli  ascensori  sono  mantenuti  e  sostituiti   dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle  singole unità immobiliari e  per  l’altra  metà  esclusivamente  in  misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo”.

PARTI COMUNI

Viene ampliata la definizione di “parti comuni” comprendendo anche le antenne e gli impianti telematici e i sottotetti con caratteristiche strutturali e funzionali comuni. Viene prevista anche la multiproprietà con godimento periodico. Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l’assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell’edificio, può modificare la destinazione d’uso delle parti comuni.  La divisione di tali parti invece può avvenire solo con il consenso unanime dell’assemblea.

Contemporaneamente, i condomini che esprimono l’intenzione di distaccarsi dal sistema di riscaldamento centralizzato saranno abilitati a farlo anche senza il benestare dell’assemblea, a condizione che continuino a versare le spese di manutenzione straordinaria senza arrecare danno agli altri condomini.

SANZIONI

Nei confronti dei condomini in ritardo col pagamento delle spese condominiali, dopo 6 mesi dal rendiconto in cui risulta la morosità, l’amministratore ha l’obbligo di richiedere il decreto ingiuntivo, salvo dispensa assembleare. Le violazioni al regolamento condominiale verranno sanzionate con multe da 200 fino a 800 euro in caso di recidiva (somma devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie).

 

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